Le tecniche più utilizzate nelle arti marziali miste (MMA)

Tecniche più utilizzate nelle arti marziali miste

Nel mondo delle arti marziali miste, ovvero Mixed Martial Arts, conosciute con l’acronimo di MMA, vi sono alcune tecniche che vengono utilizzate con maggior frequenza, le quali spesso consentono ad un lottatore di poter ottenere la vittoria.

Ecco quali sono quelle maggiormente diffuse e utilizzate.

L’armbar

Questa semplice mossa è una delle basi delle arti marziali miste: quasi tutti i lottatori e praticanti sono infatti in grado di applicare una armbar, che per quanto possa sembrare semplice ed inefficace, potrebbe consegnare la vittoria ad un lottatore e fare dei grossi danni agli avversari.
La chiave articolare al braccio viene eseguita lateralmente, dopo aver steso l’avversario: con le mani si afferra il polso, bloccando l’arto tra le proprie gambe.
Si esercita poi pressione distendendo il braccio dell’avversario, facendo impattare il suo gomito nella parte interna del ginocchio rivolto verso la testa del nemico: procedendo in questo modo il dolore che l’avversario sente sarà amplificato al massimo.
Un’esperta di questa tecnica è Ronda Rousey, grande campionessa femminile della UFC.

La Kimura Lock

La Kimura Lock è una mossa molto semplice ed altrettanto devastante, in quanto in grado di spezzare la congiunzione tra clavicola e braccio.
Questa mossa generalmente viene eseguita da chi si ritrova con le spalle al tappetto in posizione di guardia: per poterla eseguire, come prima cosa bisogna alzare leggermente la schiena e spostarsi verso il lato del braccio dell’avversario che si vuole chiudere nella Kimura.
Tale posizione è essenziale, visto che l’avversario sarà impossibilitato o quasi nel sottrarsi dalla presa.
Se ci si focalizza sul braccio sinistro dell’avversario, quindi verso la parte destra rispetto chi deve eseguire la mossa, sarà opportuno alzare leggermente la spalla sinistra e protendere la schiena ed il busto verso destra: la mano sinistra di chi esegue la mossa deve passare sopra il braccio preso in considerazione dell’avversario, la mano destra deve afferrare il polso dell’avversario mentre quella sinistra di chi esegue la mossa deve afferrare il polso destro, chiudendo di fatto il “lucchetto” della mossa.
Il braccio dell’avversario è ora intrappolato: per infliggergli dolore e costringerlo alla resa, chi esegue la mossa deve tornare con le spalle a terra e spingere, verso l’alto e sinistra, il polso dell’avversario.
Dando degli strattoni ed applicando pressione si rischia di infortunare seriamente l’avversario.

Lo strangolamento da dietro

La Rear Naked Choke consiste nel bloccare il collo dell’avversario in una presa da dietro: si tratta del classico strangolamento che fa svenire l’avversario, il quale avrà inizialmente problemi di respirazione, mentre col passare del tempo il cervello non riceverà ossigeno, causando lo svenimento.
Tale mossa si applica su un’avversario sdraiato sul tappetto con la pancia rivolta verso il basso: bisogna passare il braccio sinistro attorno al collo dell’avversario, poggiare la mano sinistra sul proprio bicipite destro e con la mano destra spingere in avanti la testa dell’avversario.
Mentre si esercita pressione, per potenziare la mossa, chi la esegue deve girare l’avversario, in maniera tale che questo si ritrovi pancia all’aria con sotto l’esecutore della mossa, che deve bloccare con le gambe l’avversario e contemporaneamente tirare verso di se il capo di chi subisce la mossa, applicando sempre la pressione prima descritta.
In questo modo, il cedimento dell’avversario avverrà in brevissimo tempo.

I colpi diretti

Oltre alle sottomissioni, nelle MMA ci sono molti colpi maggiormente utilizzati che tendono a mandare KO l’avversario.
Tra di essi vi è lo Spinning Back Fist, ovvero un colpo con le nocche della mano dopo aver effettuato un giro su se stessi, azione che appunto da una maggiore spinta e forza al colpo.
Il low kick, ovvero il calcio basso, serve ad indebolire le gambe, mentre l’high kick, ovvero il calcio alto, a stordire l’avversario, visto che esso ha come bersaglio il volto del nemico: esiste anche la variante spinning di questo calcio, che comporta una giravolta che darà maggior spinta e potenza al colpo.
Le ginocchiate, definite Knee Strike, sono tra le mosse maggiormente potenti e comunemente utilizzate: la Jumping Knee è ancor più potente, in quanto viene eseguita dopo una brevissima rincorsa e salto, da cui scaturisce un impatto terrificante sul volto dell’avversario.

Le proiezioni ed i colpi al suolo

Infine, vi sono le proiezioni ed colpi al suolo: per quanto riguarda i secondi, tra di essi spiccano le gomitate al volto, che tendono a ferire l’avversario soprattutto nella zona degli zigomi, i ganci e gli hammer fist, ovvero pugni chiusi dati sul volto partendo dall’alto.
Per quanto riguarda le proiezioni, spesso si parla di spazzate, ovvero si cerca di sbilanciare l’avversario spostando in avanti una sua gamba, cercando di squilibrarlo e facendolo impattare al suolo, ma anche di suplex laterali, molto utilizzati nel judo, o la variante leggermente più pericolosa, ovvero il German Suplex, che si effettua passando alle spalle dell’avversario per poi sollevarlo facendolo impattare al suolo con schiena e collo.

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